Mar 08, 2021 Last Updated 5:41 PM, Mar 2, 2021

SPECIALE ORSON WELLES

Welles Cagliostro prima pagina

UNA RACCOLTA DI SAGGI, INTERVENTI E TESTIMONIANZE PER APPROFONDIRE LA CONOSCENZA DI UNO DEI PIU’ GRANDI REGISTI DELLA STORIA DEL CINEMA

Questo speciale è nato quasi per caso. Un piccolo ma grandissimo evento ha scosso il sonnacchioso agosto del 2013. L’edizione online del New York Times, infatti, pubblicò un articolo che mi sembrò, all’inizio, quasi uno scherzo: “Early Film by Orson Welles Is Rediscovered”. Leggendo il testo mi resi conto che un film inedito di Orson Welles era stato scoperto in Italia, presso Pordenone. I primi a rilanciare questo articolo furono quelli di www.wellesnet.com sulla loro pagina facebook. Seguirono, il giorno dopo, tutti gli altri nel resto del mondo. Paolo Mereghetti ottenne dal Corriere della Sera di poter pubblicare il suo articolo sull’argomento in prima pagina. Non mi stupì affatto che il più importante studioso italiano di Welles scrivesse l’articolo. Ma la vera scoperta avvenne il giorno 9 agosto quando lessi un articolo firmato da Gianni Rondolino. Oltre che a Too much Johnson, l’early film di cui parlava il New York Times, Rondolino faceva riferimento ad una persona a cui si doveva il ritrovamento del film: Ciro Giorgini, “uno dei massimi esperti del cinema di Welles in Italia”. Questo nome non l’avevo mai sentito ma se Rondolino lo definiva così dovevo fare in modo di poterlo incontrare. Non avevo mai sentito il nome di Ciro Giorgini ma nei mesi successivi all’agosto 2013 scoprì che lui conosceva bene il mio cognome. Decisi, dunque, che dovevo andare a vedere la prima mondiale di Too much Johnson a Pordenone (e per questo devo ringraziare la mia amica Sabrina Porfido e la sua famiglia che mi ha ospitato per diversi giorni ad Udine) e da allora tutto ha iniziare ad accadere. È così che ha preso forma lo Speciale Orson Welles che presentiamo ai nostri lettori. Questa decisione di intraprendere il viaggio per Pordenone ha creato una serie incredibile di incontri, contatti e conoscenze tutte inaspettate e incredibili talmente eccezionali che ancora oggi ho difficoltà a credere che siano avvenute.

La prima conseguenza diretta di questa visita a Pordenone è stata la conoscenza di Ciro Giorgini che mi disse che aveva visto per la prima volta i film di Welles grazie alla rassegna che l’Obraz Cinestudio di Milano aveva realizzato nel 1977. Rientrato a Milano, pensai che fosse necessario organizzare una proiezione di Too much Johnson. Parlai del progetto al Prof. Franco Prono del DAMS di Torino e della mia idea di creare uno speciale Orson Welles. Come diretta conseguenza di questo incontro riuscì ad organizzare un’intervista al regista Davide Ferrario che pochissimi conoscono come uno degli studiosi più seri di Welles. Il 6 maggio 2014, presso la Sala 400 del cinema Anteo di Milano, quel folle progetto di proiettare Too much Johnson prese vita. (per vedere il resoconto della serata clicca qui). In questa occasione il nostro gruppo di lavoro entrò in contatto con uno psichiatra di Trieste che, appositamente, venne a Milano per vedere il film. Giovanni Austoni ci confidò che il nonno, Giberto Severi, ebbe modo di conoscere di persona Welles durante la lavorazione di Cagliostro (Black Magic, USA/It, B/N, 105’, 1949) di Gregory Ratoff e che realizzò per lui alcuni ritratti e schizzi, uno dei quali è riprodotto proprio in questa pagina come logo ufficiale dello Speciale.

I contributi di questo Speciale sono composti da saggi critici e da interviste in formato audio e video. I nomi delle persone che hanno contribuito alla creazione di questo progetto sono: Alessandro StuderFilippo BiagiantiMassimiliano Studer e Pamela Fiorenza. Ringrazio inoltre gli studiosi che hanno concesso a Formacinema il loro tempo per parlarci di Orson Welles: Ciro GiorginiDavide Ferrario e Paolo Mereghetti.

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LIAR'S DICE

Presentazione Apollo Liars Dice

LIAR’S DICE. I MISTERI DELLA REALTÀ QUOTIDIANA TRA L’HIMALAYA E NEW DELHI*

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Liars Dice2

LIAR'S DICE di Geethu Mohandas (India 2013, 103’, colore, v.o. hindi sott. italiano)

Sceneggiatura: Geethu Mohandas; Fotografia: Rajeev Ravi; Montaggio: Ajith Kumar; Musica; John Bosters; Produttore: Alan McAlex, Ajay Rai; Produzione: Jar Pictures, Unplugged.

Presentazione del Presidente di Formacinema del film durante la proiezione del 22 settembre 2014 presso il cinema Apollo di Milano

Questo è un film straordinario e unico nel suo genere. Completamente al di fuori del Bollywood Style, questo è il primo lungometraggio realizzato da una ex-attrice di quel tipo di cinema, Geethu Mohandas. Si tratta di un’autentica “filmmaker” in quanto con suo marito ha fondato una casa di produzione indipendente “Unplugged” e qui è co-producer e anche sceneggiatrice.
Kamala, una giovane donna decide, nottetempo, di lasciare il villaggio himalayano in cui vive da sempre, per andare a cercare il marito sceso a valle per lavoro e che da 5 mesi non dà più notizie di sé. Porta con sé la piccola figlia Manya di 5 anni e la sua capretta. Si sviluppa un classico percorso on the road con una tecnica di ripresa diretta (e in presa diretta sonora) che ci porta fino a New Delhi. Il villaggio è Chitkul (Himachal Pradesh) ed inserito in una cornice magica a 3400 metri sul livello del mare. Durante il viaggio quasi subito si affianca con decisione un giovane misterioso che poi si scoprirà che si chiama Nawazuddin (l’attore ha lo stesso nome ed è un divo di Bollywood).
Questa “sinossi” sembra quasi creata apposta per mimetizzare i numerosi enigmi che Liar’s Dice porta con sé. Si può dire che il femminile è sempre stato vissuto come sinonimo di enigma? Io credo di sì. Non è un caso che qui assistiamo a un’opera filmica (protagonista una donna e creata da una donna regista) in cui domande senza risposta si sovrappongono a domande senza risposta. Nella storia recente del cinema è un caso unico che solo una regista donna poteva creare. Lo sguardo della macchina da presa è impassibile nella suo oggettività ma, passo dopo passo, si notano ellissi che, come invece dovrebbero, non danno per scontato alcunché: come si sa nel cinema, solitamente, le ellissi vengono usate per eliminare passaggi inutili o “tempi morti”..
Quindi, ci corre l’obbligo di fare qualche appunto sugli enigmi principali.
Il primo è il titolo stesso: Liar’s Dice. Si può tradurre letteralmente con “Il Dado del bugiardo”, è in realtà un gioco con bussolotto e dadi diffuso in tutto il mondo. Pare che sia originario del Sudamerica, forse del Perù. Di fatto da decenni “impazza” nelle zone popolari dell’India. Nel film il gioco appare due volte verso la fine per qualche minuto. Ma allora perché proporlo addirittura come titolo del film? Che cosa intende comunicare l’autrice? Che la vita in India è un continuo Liar’s Dice?
Il secondo enigma è il Bel Nawazuddin. Nel cinema americano con una storia del genere la Love-Story conclusiva (dopo schermaglie durissime)Liars Dice3 sarebbe d’obbligo. Qui più si va avanti e più si capisce che non c’è speranza anche se lo spettatore se lo augura. Nawazuddin è una figura-chiave ma di lui non si riesce a sapere nulla anche se il film presto suggerisce che si tratta di un disertore (Citkul è alla frontiera con il Tibet. Kamala e Nawazuddin sono “poveri ma belli” e l’attrazione non può non esserci.. anche reciproca, ma l’orgoglio femminile, qui rappresentato dall’attrice protagonista (veramente eccezionale) non ha momenti di debolezza anche per l’ambiguità di Nawazuddin. Solo la vispa Manya cerca di accattivarsi le simpatie di questo “cavaliere libero e selvaggio”.
Il terzo enigma è rappresentato proprio dal villaggio Citkul e dagli anziani che lo governano. Costoro risultano essere più informati della protagonista circa i movimenti e le intenzioni del marito che nel film non si vedrà mai. Perché proibiscono fermamente a Kamala di partire? Perché durante il viaggio le faranno sapere che deve tornare indietro e non fare troppe domande? L’inquadratura finale sigilla questo aspetto che rimane enigmatico.
Con tutti questi punti di domanda chiunque, non avendolo ancora visto, potrebbe immaginare un film confusivo e discontinuo.. E invece no. La scansione filmica è assolutamente lineare e lo stile non indulge mai a momenti con movenze di fantasia. L’abilità della regia sta tutta nel particolare uso del montaggio. Innanzitutto, come abbiamo detto, le numerose ellissi (senza riferimenti narrativi ovvi e impliciti) che procurano carenze narrative. Ma, insieme a questo, i dialoghi ridotti all’osso che si intercalano a sequenze, diciamo così, “senza parole”: tutto questo piano piano inietta nello spettatore, a livello percettivo, uno spiazzamento in progress totale!
Dobbiamo a questo punto avvertire che abbiamo volutamente omesso, per chi ci legge, l’enigma principale e fondamentale del film. Il solo accennarlo farebbe perdere allo spettatore la sorpresa. Ma attenzione: questo film porta con sé un retrogusto talmente intenso e di lunga durata, per cui si installa nella mente dello spettatore comunque il bisogno di rivedere il film.
Infine manca qualcosa di tutt’altro che marginale. Nella filmografia sull’India, sia nella produzione indiana che in quella occidentale, questo film spicca per il fatto di offrire uno spettacolo vero (verosimile) di un normale misero e modesto viaggio attraverso un’India assolutamente inedita. Un’India sconosciuta anche (non stiamo parlando dei turisti) ai tanti “pellegrini” appassionati che dall’Europa si trasferiscono, ogni anno, a svernare nella mistica e magica India.

Note sulla regista

Liars Dice geethu mohandas

Geetu Mohandas (Kannur, India, 1981) è una regista e un’affermata attrice indiana. Nel 2009, assieme al marito regista e direttore della fotografia, costituisce la casa di produzione Unplugged, grazie alla quale ha diretto il cortometraggio di animazione Kelkkunnundo -Are you listening?. Presentato all’International Film Festival di Rotterdam, il film ha ottenuto sia riconoscimenti internazionali che il Golden Lamp Tree Award al 40° International Film Festival dell’India. Qui Mohandas ha ricevuto anche due premi, miglior fotografia e migliore attrice protagonista, per il suo primo lungometraggio, Liar's Dice. Selezionato al Sundance Film Festival 2014, il film ha vinto inoltre il premio della giuria al Sofia International Film Festival

* Il film è stato scelto dal Film Federation of India come rapprentante indiano agli Oscar 2015:

http://movies.ndtv.com/bollywood/liars-dice-is-indias-official-oscar-entry-669634

LE VIE DEL CINEMA 2014

Le vie del cinema 14 logo sito

LE VIE DEL CINEMA 2014: FORMACINEMA E 50° FESTIVAL DEL CINEMA DI PESARO

Giovedì 11 settembre 2013, abbiamo presentato presso la sede del Corriere della Sera i film, provenienti dal 50° Festival del Cinema di Pesaro, che Formacinema ha selezionato per Le vie del Cinema 2014. In allegato le schede dei film come da catalogo ufficiale di Pesaro.

In collaborazione con Agis Lombardia e Pesaro Film Festival.

                                                                AGIS-Logo-451x458 Logo Pesaro

I film provenienti dal Pesaro Film Festival e presentati da Formacinema all'interno de Le Vie del Cinema 2014 sono i seguenti:

***LIAR'S DICE di Geethu Mohandas (India 2013) - Premio Lino Micciché per il Miglior film del Concorso Pesaro Nuovo Cinema

in programma:

lunedì 22 Settembre 2014 | ore 15.00 e 19.50
Apollo spazioCinema Sala GEA

***FRANCOPHRENIA (OR: DON’T KILL ME,I KNOW WHERE THE BABY IS) di James Franco (USA 2012) - Sezione: Panorama Usa: il cinema sperimentale- narrativo nel nuovo Millennnio

in programma:

sabato 20 Settembre 2014 | ore 18.30 e 22.00
Cinema Beltrade

 

 

 

 
 

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