Aug 08, 2020 Last Updated 1:37 PM, Aug 7, 2020

INTERVISTA VINCENZO MATTEI

Categoria: EGITTO
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INTERVISTA A VINCENZO MATTEI

http://vincenzomattei.com/

Abbiamo intervistato Vincenzo Mattei, blogger italiano che scrive su Alias (il supplemento culturale de Il Manifesto) e che vive al Cairo dal 2006. Con lui abbiamo discusso della consapevolezza del movimento artistico di quanto stava succedendo in Egitto e del suo ruolo nel percorso di presa di coscienza che accompagna gli egiziani nel passaggio da sudditi a cittadini avvenuto con la Rivoluzione Egiziana del Gennaio 2011. In particolare nel clima culturale era possibile cogliere l’esasperazione e la voglia di cambiamento degli egiziani: dal movimento hip-hop che canta la liberazione dalla paura e il ritrovato orgoglio degli egiziani; all’importanza dell’arte visiva (in particolare il movimento graffitaro ad Alessandria co-protagonista del film Microphone (Id.,Egitto, col., 120’, 2010) e soprattutto delle vignette· che hanno supportato l’arma della satira; al ruolo dei blogger e all’utilizzo di Facebook e Twitter come punto di ritrovo virtuale libero nella circolazione non solo dei messaggi politici ma anche della produzione artistica. Abbiamo poi ricercato i prodromi politici dell’intifada egiziana in quei film che denunciavano le torture in carcere, l’arroganza e la corruzione della polizia così come la necessità di scappare e la voglia di ritornare; il problema della censura del regime che a volte si aggirava con metafore e a volte vincendo premi all’estero (come dimostra il caso di 3Ein shams dapprima illegale e proiettato per una sola settimana dopo aver vinto festival internazionali). Infine abbiamo discusso del rapporto tra democrazia, arte e libertà e dell’impatto della rivoluzione che si sta iniziando a delineare in particolare sul cinema.

Vincenzo Mattei, laureato in Scienze Politiche all’Università di Roma, e’ un blogger italiano che vive da anni al Cairo e scrive per Alias, supplemento culturale del Manifesto.

Intervista a Vincenzo Mattei a cura di Monica Macchi

1) Come sei riuscito ad entrare in Egitto ed arrivare al Cairo il 7 febbraio, proprio quando gli stranieri venivano rimpatriati?

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2) Il nostro speciale sull’Egitto analizza la rivoluzione attraverso la lente della liberazione dalla paura. e anche tu hai postato sul tuo sito il testo di “katib li bokora gawab” (una lettera per domani) del gruppo hip hop degli Asfalt in cui si parla della “paura del dolore, la cinghia del soldato lascia il marchio nella mente”. tu che vivi al Cairo dal 2006 puoi raccontarci come era prima?

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3) Il film El Shouq di Khalid Al-Haggar e’ ambientato in un vicolo polveroso e sovraffollato di Alessandria in cui “non ci si puo’ permettere di avere dei sogni” e da cui si salvano solo quelli che se ne vanno. la tematica della separazione dal proprio paese e il bisogno di scappare sono molto presenti nella filmografia egiziana, penso soprattutto ad Heliopolis.(Id., Egitto, col., , 98’, 2009) tu hai intervistato il regista Ahmed Abdalla: cosa ci puoi dire a questo proposito?

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Trailer Heliopolis

4) Un’altra tematica chiave di El Shouq e’ l’uso inadeguato potere che abbinato all’arroganza porta alla rovina e per questo e’ stato definito “profetico”. in realtà anche altri film hanno descritto i traumi della società egiziana attraverso metafore come ad esempio la figura di Hatem in Le Chaos (Heya fawda, Egitto, col., 122’, 2007) di Yussef Chahine o la corruzione della polizia denunciata in Hawi (Id., Egitto, col., 112’, 2010) di El-Batout. quindi i prodromi della rivoluzione erano visibili perchè nessuno li ha saputi cogliere?

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Trailer Le Chaos

5) Cosa rappresentano murales, graffiti e caricature quindi l’arte visiva e in particolare la street art in un paese dove circa il· 30% degli abitanti sono analfabeti? non mi riferisco solo ai murales politici comparsi al cairo durante l’intifada ma penso all’Alessandria tappezzata di graffiti nel film Microphone (Id.,Egitto, col., 120’, 2010).

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Trailer Microphone

6) Noi abbiamo intervistato Laith Mushtaq, cameraman di Al-Jazeera che parlando della copertura del canale televisivo dell’intifada egiziana, ci ha raccontato l’esperienza di Al-Jazeera Talk che ha realizzato una compenetrazione tra giornalisti rete e popolo. tu hai intervistato il blogger hamalawy che ha parlato esplicitamente di matrimonio ufficioso tra media e quelli “non ufficiali”. quale e’ stato il peso dei blogger nella mobilitazione della gente e nella diffusione dei messaggi?

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7) Nel mondo arabo e in particolare in Egitto si discute del rapporto tra “madania” e “hilmaniyya”. nel documentario di Savona “madaniyya” è tradotta in italiano come “laico”. che ne pensi di questa traduzione?

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8) Quando l’hai intervistato, il pittore egiziano Mohamed Ablaa ha detto “se non c’è democrazia, non c’è libertà, conseguentemente neanche arte. la rivoluzione può portare la democrazia che supporta l’arte”. quali sono gli effetti della rivoluzione sulla produzione artistica e culturale, in particolare sul cinema che in Egitto e’ una vera e propria industria?

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